Il ginseng è una pianta nootropa o adattogena, che fornisce quindi, ad effetto delle stimolazioni del sistema nervoso, un atteggiamento comportamentale maggiormente orientato alla reattività ed alla attività, con conseguente sensazione di soggettivo benessere. Tale condizione di attività e di benessere produrrebbe secondariamente una incentivazione delle attività organiche coinvolgenti il sistema circolatorio, muscolare, e quindi anche poi immunitario e, di completo riflesso, lo stesso sistema nervoso.
È da considerare, soprattutto nella medicina tradizionale cinese, la forte connotazione simbolica che assume in genere il farmaco, spesso a funzione di placebo, nei confronti del benessere del paziente considerato individualmente. (In sintesi: è importante che “quel” paziente abbia una sensazione di aumentato benessere indipendentemente da attività farmacologiche). In tale interpretazione, il ginseng assume un’importanza esagerata per fattori che sono poco legati alla reale portata farmacologica, come è comunemente scientificamente intesa.
A semplice esempio, la pianta del ginseng è coltivata per produrre radici di “forma umana”, o degli organi, cioè con ramificazioni che suggeriscono la forma degli arti, della testa, degli attributi sessuali dei due sessi, ecc.; gli agricoltori che riescono a riprodurre in maniera migliore tali forme riescono a spuntare alla vendita prezzi di tutto rispetto. Tali forme sarebbero in grado infatti di far svolgere alla radice attività curativa per le parti “rappresentate”, secondo le intenzioni del paziente.
Se tale attività è considerabile come “medica” (nel senso di migliorare la sensazione positiva percepita dal paziente) non lo è però dal punto di vista effettivamente farmacologico, come è normalmente inteso.

Il nome originale ‘Panax’ deriva dal greco che tradotto significa ‘Panacea’, ovvero guarigione, proprio per i benefici che il Ginseng dà alla forma fisica dell’uomo. La pianta appartiene alla famiglia delle Araliaceae, è perenne, ha una crescita lenta (4-6 anni) e la sua radice può vivere fino a 100 anni.

Esistono diverse specie che crescono in diversi continenti; tutte sembrano avere simili proprietà nella guarigione e nel ristabilire l’equilibrio tra mente e corpo, tuttavia alcune sono ricercate per benefici specifici. La parte utilizzata è la radice, sia fresca che seccata, polverizzata e amalgamata alle composizioni medicinali oppure nei the.

Questa radice viene utilizzata come tonico per esaltare la vitalità, il vigore e la resistenza psicofisica allo stress della vita moderna.

I principi attivi del Ginseng sono dei composti fitochimici detti ‘ginsenosidi’, sostanze simili a steroidi che esprimono proprietà in grado di bilanciare e contrastare gli effetti dello stress. In particolare, elimina la stanchezza mentale e fisica, riduce gli effetti dell’età e ha proprietà anti-tumorali. Inoltre, riduce gli effetti dello stress, migliora le performance, aumenta i livelli energetici e aiuta la memoria. Il Ginseng contiene diverse vitamine e minerali fondamentali per il sistema immunitario, che una volta stimolato, aiuta a guarire dalle malattie (ottimo per raffreddore o influenza). Gli estratti di Ginseng stimolano la produzione di interferone (che aiuta l’attività del sistema immunitario), abbassano il colesterolo e i livelli di trigliceridi nel sangue

Importanti sono infine gli effetti del Ginseng nel combattere i segni dell’invecchiamento.